LY: Ecco le pagelle della partita di ieri sera finita 9-0 per i nostri ragazzi:
Hjalmar 7, pericolo
Lento, ma furbo e intelligente nello scegliere la posa in campo. Il suo asso nella manica o meglio nel pantalone e' il culo letale, sventura per ogni avversario. Nel campo Hjalmar passeggia tranquillo, ma lo ficca quando gli altri meno l'aspettano, oggi l'ha fatto 3 volte...ATTENZIONE!!!
Gentili 6½, Don Giovanni
Entra in campo con 20 minuti di ritardo, facendo i profondi cazzi propri, giustificando che la sua donna era venuta all'improvviso. I primi minuti sembra vestire non il 7 ma il 17. Tuttavia la provvidenza l'assiste e infila un capolavoro all'incrocio dei pali, che gli fa guadagnare la sufficienza.
Felice 7½, scoglioneto-incazzeto
La sua prestazione e' un'altalena come i suoi coglioni, che si rompono con troppa facilita', nevrotico, spazientito e pronto ad appellicciarsi con gli avversari, 8 camomille e poche storie per la prossima partita...
Riccardo 7½, d'azione
Attivo, anche privo dell'orecchino. Con la teoria geometrica della misura analizza gli spazi e con passaggi ben approssimati stabilisce schemi al centrocampo. Nonostante il poco movimento senza palla fa girare le palle agli avversari, specie nei fraseggi con Felice. Datti una mossa per la prossima!!
Lami 8, dopato
Un vero cavallo da tiro, laborioso si butta su ogni pallone all'interno della difesa, instancabile... povera la sua donna. Dopo una notte con lui, quante saranno le notti di ospedale?
Giacomo 7, tranquillo
All'appello e' presente in ogni circostanza, tuttavia troppo timido, dovrebbe giocare piu' spesso la palla. Sara' oggetto di ulteriori analisi nella prossima partita.
Davide 10L, prodigio
Un vero Messia: Cristo camminava sull'acqua, Lui cammina sull'aria; al suo minimo gesto il pallone si posa docile sulla sua mano in cerca di affetto, un miracolo...
Pagelle a cura di Oronzo Giovanni Canà
martedì 26 febbraio 2008
venerdì 22 febbraio 2008
Pagelle dell'ungherese
I Fantastici 4 XX 7 – 2 Musa
Ore 19:30, CUS campo C
Cioci, 7½: plasticman
È lui, l'unico inimitabile uomo di gomma della squadra. Con i suoi arti riesce quasi sempre a coprire l`intero specchio della porta. Compagno inseparabile della donna invisibile, spesso le chiede una mano per raggiungere posizioni impensabili. Si fa sentire dai compagni, cerca di rimettere in sesto una squadra a volte allo sbando. Inimitabile.
Scala, 7½: pacman
Non è il suo ruolo, lui vorrebbe salire e a stento reprime questo desiderio. Ma c'è. È lì. Divora alla packman tutti i palloni e le gambe avversarie. Non lascia spesso l'uomo, dà pochi spazi anche se di tanto in tanto qualche fantasma lo ferma e ne attira l'attenzione. Direi un valido difensore ritrovato anche se deve imparare a dialogare con il suo reparto.
Muscillo, 6½: la torcia umana
Spegnete le luci, lo si vedra` lo stesso. Quella chioma lo fa riconoscere in qualsiasi parte del campo. Ha tanta voglia di correre, quando è in panchina preme affinché possa rientrare subito. Pregevoli le giocate e la visione del gioco. Peccato per due occasioni a tête-a-tête con il portiere sprecate malamente. Peccato per la tifoseria che sperava in qualche suo pallone infuocato.
Gentili, 7: flash gordon
Ecco lo sponsor della partita, l'uomo che può permettersi una tifoseria privata. Corre, come sempre del resto. A volte gli avversari non lo vedono nemmeno. Interessanti dei contropiedi partiti da lui o dei giochi di gambe come un tunnel ai danni di un difensore e, meno interessante, l'essere inciampato sul pallone. Inizia a svegliarsi dal letargo: tira da fuori area quando ne ha occasione e rompe il suo digiuno di goal. Commento a caldo della tifoseria: "Gentili fai cagare!"
Basile, 7: iceman
Ed ecco qua una rivelazione. Freddo nei tiri, osserva il portiere avversario per ghiacciarlo. Si muove, dribbla, gioca con le gambe e forse nemmeno si accorge di alcune prodezze. Fatto sta che anche lui riesce a bucare la porta avversaria e molte sono le occasioni parate dal portiere. Anche lui e` deciso a correre, tanto che sembra pattinare sul campo. Giovane promessa.
Morlino, 6: la Cosa
È duro, un po' il gattuso della situazione. Non riesce ad entrare in partita ma si muove e crea situazioni interessanti. Purtroppo fa errori in fase offensiva e difensiva. Convinzione dell`allenatore ungherese e` la sua grande potenzialita` inespressa, soprattutto nella fase di tiro. Comunque si nota grinta nelle sue azioni. Ampio margine di miglioramento.
Felice, 7½: L'uomo invisibile
Come sempre punto di riferimento della squadra, senza il quale probabilmente la partita sarebbe finita in pareggio o vinta con una sola rete di scarto. Si muove poco, ma quando succede gli avversari perdono la visuale del pallone e non sanno da che parte andare. Emozionante quando ha fatto metà campo dribblando 3 avversari e concluso con una stupenda rete. È o non è l'uomo invisibile?
Ore 19:30, CUS campo C
Cioci, 7½: plasticman
È lui, l'unico inimitabile uomo di gomma della squadra. Con i suoi arti riesce quasi sempre a coprire l`intero specchio della porta. Compagno inseparabile della donna invisibile, spesso le chiede una mano per raggiungere posizioni impensabili. Si fa sentire dai compagni, cerca di rimettere in sesto una squadra a volte allo sbando. Inimitabile.
Scala, 7½: pacman
Non è il suo ruolo, lui vorrebbe salire e a stento reprime questo desiderio. Ma c'è. È lì. Divora alla packman tutti i palloni e le gambe avversarie. Non lascia spesso l'uomo, dà pochi spazi anche se di tanto in tanto qualche fantasma lo ferma e ne attira l'attenzione. Direi un valido difensore ritrovato anche se deve imparare a dialogare con il suo reparto.
Muscillo, 6½: la torcia umana
Spegnete le luci, lo si vedra` lo stesso. Quella chioma lo fa riconoscere in qualsiasi parte del campo. Ha tanta voglia di correre, quando è in panchina preme affinché possa rientrare subito. Pregevoli le giocate e la visione del gioco. Peccato per due occasioni a tête-a-tête con il portiere sprecate malamente. Peccato per la tifoseria che sperava in qualche suo pallone infuocato.
Gentili, 7: flash gordon
Ecco lo sponsor della partita, l'uomo che può permettersi una tifoseria privata. Corre, come sempre del resto. A volte gli avversari non lo vedono nemmeno. Interessanti dei contropiedi partiti da lui o dei giochi di gambe come un tunnel ai danni di un difensore e, meno interessante, l'essere inciampato sul pallone. Inizia a svegliarsi dal letargo: tira da fuori area quando ne ha occasione e rompe il suo digiuno di goal. Commento a caldo della tifoseria: "Gentili fai cagare!"
Basile, 7: iceman
Ed ecco qua una rivelazione. Freddo nei tiri, osserva il portiere avversario per ghiacciarlo. Si muove, dribbla, gioca con le gambe e forse nemmeno si accorge di alcune prodezze. Fatto sta che anche lui riesce a bucare la porta avversaria e molte sono le occasioni parate dal portiere. Anche lui e` deciso a correre, tanto che sembra pattinare sul campo. Giovane promessa.
Morlino, 6: la Cosa
È duro, un po' il gattuso della situazione. Non riesce ad entrare in partita ma si muove e crea situazioni interessanti. Purtroppo fa errori in fase offensiva e difensiva. Convinzione dell`allenatore ungherese e` la sua grande potenzialita` inespressa, soprattutto nella fase di tiro. Comunque si nota grinta nelle sue azioni. Ampio margine di miglioramento.
Felice, 7½: L'uomo invisibile
Come sempre punto di riferimento della squadra, senza il quale probabilmente la partita sarebbe finita in pareggio o vinta con una sola rete di scarto. Si muove poco, ma quando succede gli avversari perdono la visuale del pallone e non sanno da che parte andare. Emozionante quando ha fatto metà campo dribblando 3 avversari e concluso con una stupenda rete. È o non è l'uomo invisibile?
giovedì 21 febbraio 2008
Nome in Codice: Mr. BigNice - (No More Mr. NiceGuy!)
Pisa: La società rende ufficiale oramai la convocazione del tecnico straniero, più precisamente ungherese, fra le fila dello staff tecnico-amministrativo della "If4xx calcio". I primi risultati sono sotto gli occhi di tutti: un pareggio in serie C ed una cocente sconfitta (la prima della squadra dalle qualificazioni): 5-1 in coppa contro la "Emergency Calcio". Il nuovo ct non perde tempo nel suo rivoluzionamento totale delle strategie, ed in soli due appuntamenti trasmette alla squadra lo spirito giusto.
Le affluenze alle partite registrano record stagionali solo quando la squadra non vince, insomma, forse lo staff non ha capito le aspettative della tifoseria.
Per il resto, if4xx avrà una partita più difficile da perdere, con gli ultimi del girone. Ce la farà l'ungherese?
Le affluenze alle partite registrano record stagionali solo quando la squadra non vince, insomma, forse lo staff non ha capito le aspettative della tifoseria.
Per il resto, if4xx avrà una partita più difficile da perdere, con gli ultimi del girone. Ce la farà l'ungherese?
sabato 16 febbraio 2008
Pagelle IF4XX vs. Emergency Calcio
Il nome della squadra avversaria viene a fagiuolo; se Gino Strada avesse assistito alla partita, avrebbe probabilmente aperto un ospedale da campo per assistere i Fantastici 4 XX reduci dal disastro.
Gentili, nostalgico: 7
Arriva in ritardo ma fa letteralmente carte false per prendere il suo posto in campo; per fortuna l'arbitro conosce bene la nostra squadra e la sua (dis)organizzazione, altrimenti avremmo dei guai con la giustizia sportiva, con rischio di retrocessione in serie D (creata per l'occasione).
Corre, si piazza bene, è sempre al posto giusto, lì avanti sulla destra, per ricevere i lanci di Felice. Ah, cacchio, ma Felice non c'è. E quando un lancio arriva, preciso ed uscito per sbaglio da chissà quale rimpallo fortunato a centrocampo, l'emozione è troppa e lascia scorrere, non senza mimare una favolosa sforbiciata aerea (ma confessando poi "se l'avessi stoppata!").
Muscillo, movimentante: 7
Si improvvisa playmaker: prende palla e si lancia, lasciando sempre con un palmo di naso i primi due avversari che scarta e restando a sua volta con un palmo di naso quando il terzo gli prende palla. Sostituisce Felice nel ruolo dell'"uomo a cui lanciare la palla, che la stoppa e poi ci pensa lui"; se solo ci pensasse un po' di più...
Rasenta il comico quando supera tre avversari a testa bassa, tira a testa bassa (un buon tiro, che scalfisce quasi il palo della porta avversaria) e finalmente rialza lo sguardo e grida, francamente scandalizzato, ai compagni "ma non c'è nessuno libero!"
Bracali Cioci, noncurante: 8
Uno direbbe che alla quindicesima azione in cui un portiere si vede arrivare uno o due uomini avversari che passeggiano tranquilli per l'area come se fossero in Corso Italia (solo che hanno un pallone tra i piedi), lui si rassegni e dica "vabbè, fate pure come foste a casa vostra". Invece lo si vede, anche quando la sua squadra è sotto di 4 goal, prodursi in parate spettacolari.
Beh, dai, sappiamo che con i Musa ti eri annoiato e allora abbiamo voluto fare divertire un po' te stavolta.
Basile, calcolato(re?): 7
È l'anti-Muscillo: non fa scatti impressionanti o dribbling entusiasmanti. Si piazza lì, fa 3 movimenti in tutto e tutt'a un tratto scopri che è solo con la palla davanti al portiere avversario, e ti domandi come caspita è successo, ma pensi che debba entrarci qualcosa l'ipnosi. Poi tira e, vabbè, scopri che il portiere avversario para anche da ipnotizzato.
Il lato negativo della faccenda è che anche a centrocampo fa quei 3 movimenti in tutto, e spesso non basta.
Morlino, cefaleo: 7
Accusa un mal di testa (da qui e dalla scarsissima fantasia dello scrittore del post l'aggettivo) che non gli impedisce, quand'è in campo, di amalgamare un po' il gioco a centrocampo. Recupera alcune palle e le gioca dignitosamente; pur non essendo al massimo della forma, rappresenta nella squadra la figura insolita ma non per questo sgradita di colui che, quando ha la palla, si guarda intorno, pensa a cosa fare e poi prova ad impostare (o impastare) un'azione.
Anche in attacco riesce ad essere pericoloso un paio di volte.
Lami, insoddisfatto: 7
L'insoddisfazione in una partita come quella di ieri ci sta, ma c'è chi se la tiene dentro e chi la sfoga apertamente dal primo secondo di partita al momento in cui entra in macchina per andarsene (e forse anche dopo).
Cerca meritoriamente di mettere in ordine la squadra, ma in difesa è inesorabilmente attratto dal portatore di palla. Il che è un'ottima cosa quando il portatore di palla è solo (un "quattro contro uno" è un problema, ma quattro "uno contro uno" sono assolutamente la norma per un difensore centrale), un po' meno quando il portatore di palla è già marcato e un altro avversario passeggia indisturbato sulla fascia opposta.
Scala, salvatore: 7½
All'inizio non entra ma si vede che scalpita, e a ragione; è in forma e appena entra lo dimostra: lo vedi a centrocampo, in attacco, in difesa, addirittura in un'inedita formazione con Lami sulla fascia e lui a fare il Lami... e finalmente arriva quello a cui ormai ci ha abituato: tutt'a un tratto è lì, libero, sulla destra, al limite dell'area avversaria, tira e regala alla squadra il goal della bandiera.
Bellone, rivelato: 8
È lui la rivelazione della partita (solo che "rivelazione" non è un aggettivo). La nostra squadra ha finalmente un allenatore: ha il piglio giusto (non come il sottoscritto che è troppo distratto dall'invidia per i suoi compagni di squadra che sgambettano per il campo) e si diverte un po' anche a farci sentire delle merde, che mi sembra una buona cosa.
La prossima volta gli diciamo anche di dirci di fare gli schemi, non si sa mai che a lui diamo retta...
Gentili, nostalgico: 7
Arriva in ritardo ma fa letteralmente carte false per prendere il suo posto in campo; per fortuna l'arbitro conosce bene la nostra squadra e la sua (dis)organizzazione, altrimenti avremmo dei guai con la giustizia sportiva, con rischio di retrocessione in serie D (creata per l'occasione).
Corre, si piazza bene, è sempre al posto giusto, lì avanti sulla destra, per ricevere i lanci di Felice. Ah, cacchio, ma Felice non c'è. E quando un lancio arriva, preciso ed uscito per sbaglio da chissà quale rimpallo fortunato a centrocampo, l'emozione è troppa e lascia scorrere, non senza mimare una favolosa sforbiciata aerea (ma confessando poi "se l'avessi stoppata!").
Muscillo, movimentante: 7
Si improvvisa playmaker: prende palla e si lancia, lasciando sempre con un palmo di naso i primi due avversari che scarta e restando a sua volta con un palmo di naso quando il terzo gli prende palla. Sostituisce Felice nel ruolo dell'"uomo a cui lanciare la palla, che la stoppa e poi ci pensa lui"; se solo ci pensasse un po' di più...
Rasenta il comico quando supera tre avversari a testa bassa, tira a testa bassa (un buon tiro, che scalfisce quasi il palo della porta avversaria) e finalmente rialza lo sguardo e grida, francamente scandalizzato, ai compagni "ma non c'è nessuno libero!"
Bracali Cioci, noncurante: 8
Uno direbbe che alla quindicesima azione in cui un portiere si vede arrivare uno o due uomini avversari che passeggiano tranquilli per l'area come se fossero in Corso Italia (solo che hanno un pallone tra i piedi), lui si rassegni e dica "vabbè, fate pure come foste a casa vostra". Invece lo si vede, anche quando la sua squadra è sotto di 4 goal, prodursi in parate spettacolari.
Beh, dai, sappiamo che con i Musa ti eri annoiato e allora abbiamo voluto fare divertire un po' te stavolta.
Basile, calcolato(re?): 7
È l'anti-Muscillo: non fa scatti impressionanti o dribbling entusiasmanti. Si piazza lì, fa 3 movimenti in tutto e tutt'a un tratto scopri che è solo con la palla davanti al portiere avversario, e ti domandi come caspita è successo, ma pensi che debba entrarci qualcosa l'ipnosi. Poi tira e, vabbè, scopri che il portiere avversario para anche da ipnotizzato.
Il lato negativo della faccenda è che anche a centrocampo fa quei 3 movimenti in tutto, e spesso non basta.
Morlino, cefaleo: 7
Accusa un mal di testa (da qui e dalla scarsissima fantasia dello scrittore del post l'aggettivo) che non gli impedisce, quand'è in campo, di amalgamare un po' il gioco a centrocampo. Recupera alcune palle e le gioca dignitosamente; pur non essendo al massimo della forma, rappresenta nella squadra la figura insolita ma non per questo sgradita di colui che, quando ha la palla, si guarda intorno, pensa a cosa fare e poi prova ad impostare (o impastare) un'azione.
Anche in attacco riesce ad essere pericoloso un paio di volte.
Lami, insoddisfatto: 7
L'insoddisfazione in una partita come quella di ieri ci sta, ma c'è chi se la tiene dentro e chi la sfoga apertamente dal primo secondo di partita al momento in cui entra in macchina per andarsene (e forse anche dopo).
Cerca meritoriamente di mettere in ordine la squadra, ma in difesa è inesorabilmente attratto dal portatore di palla. Il che è un'ottima cosa quando il portatore di palla è solo (un "quattro contro uno" è un problema, ma quattro "uno contro uno" sono assolutamente la norma per un difensore centrale), un po' meno quando il portatore di palla è già marcato e un altro avversario passeggia indisturbato sulla fascia opposta.
Scala, salvatore: 7½
All'inizio non entra ma si vede che scalpita, e a ragione; è in forma e appena entra lo dimostra: lo vedi a centrocampo, in attacco, in difesa, addirittura in un'inedita formazione con Lami sulla fascia e lui a fare il Lami... e finalmente arriva quello a cui ormai ci ha abituato: tutt'a un tratto è lì, libero, sulla destra, al limite dell'area avversaria, tira e regala alla squadra il goal della bandiera.
Bellone, rivelato: 8
È lui la rivelazione della partita (solo che "rivelazione" non è un aggettivo). La nostra squadra ha finalmente un allenatore: ha il piglio giusto (non come il sottoscritto che è troppo distratto dall'invidia per i suoi compagni di squadra che sgambettano per il campo) e si diverte un po' anche a farci sentire delle merde, che mi sembra una buona cosa.
La prossima volta gli diciamo anche di dirci di fare gli schemi, non si sa mai che a lui diamo retta...
venerdì 15 febbraio 2008
Pagelle IF4XX vs. Real Brusura
Bracali Cioci, 7½: attento.
Sempre pronto a tuffarsi e a bloccare palloni che sono matematicamente già in rete. Prova a modificare le leggi fisiche e a muoversi in 4 dimensioni. Pregevoli un paio di occasioni in cui ha coperto bene la porta faccia a faccia con l'attaccante. Donadoni sarà indeciso se convocarlo come terzo portiere al posto dell'ormai quarantenne Toldo.
La pecca: la rete subita dalla media distanza per la quale la tifoseria si sta tutt'ora chiedendo: PERCHÉ?
Lamas, 6½: muro di Berlino.
Molto nervoso. Sicuramente sente la tensione del match sapendo che la difesa è tutta affidata a lui. Si incazza spesso con i compagni per poter sfogare la sua frustrazione per non riuscire a difendere adeguatamente la propria metà campo in quanto capita che venga saltato nell'uno contro uno. Comunque pedina importante che ha permesso di limitare i danni e sicuramente uomo di fiducia della squadra.
La pecca: il suo continuo desiderio di accompagnare la palla a fondo campo. Molti
brividi per la tifoseria.
Scala, 6½: mutaforma.
Fatica ad entrare nell'ottica del gioco, forse perché ricopre una posizione a lui non congeniale. Non riesce a trovare la sua posizione nel campo e lascia più volte l'uomo libero. Incredibile il suo ritorno in campo nel secondo tempo. Attila avrebbe fatto meno male agli avversari. Oltre ad avere fatto una rete stupenda colpendo la parte interna del palo opposto, diventa una sicurezza nella retroguardia. Mantiene a distanza gli avversari e sembra dotato di radar incorporato che gli permette quasi di anticipare le mosse degli avversari.
La pecca: nella prima fase della partita è assente.
Gentili, 6½: levriero.
Corre e corre e corre e corre... ma quanto cazzo corre quell'uomo. Forse anche troppo, infatti a volte sembra arrivato in Cina visto che lascia più volte la sua fascia. Sempre in cerca del pallone, sembra scodinzolare quando riesce a raggiungerlo. Difende molto e arriva anche all'area avversaria ma è timido nel tirare, infatti spesso preferisce il passaggio a qualcun altro.
La pecca: dentro è un leone ma si mostra agnello.
Commento a caldo della tifoseria: "Gentili fai cagare (ndr)"
Battiston, 7: mastino.
Fa dribbling, tira (anche lui mostra timidezza), difende, ma allora perché quando è tutto solo con la palla inciampa? Questo ragazzo probabilmente ha bisogno di tensione per rendere, altrimenti si distrae. Comunque è sempre un Battiston, si sacrifica nei cambi, segue il gentili anche se sono su due fasce opposte, fa goal, difende benissimo, frega più volte i palloni. Duro da sostituire.
La pecca: concretizza poco rispetto alle occasioni create dalla squadra.
Felice, 9: angelo.
È lui il pilastro portante di questa squadra, la trascina e la porta sulla via del pareggio. Pregevoli i suoi giochi di gambe e interessante la potenza e precisione del suo tiro. Ha anche carattere da vendere visto che è lui nel break a sedare il nervosismo che stava iniziando a logorare la squadra. Peccato per tutte le sue punizioni che sono finite addosso la barriera.
La pecca: se proprio bisogna trovarne una, in qualche occasione ha ecceduto di individualismo.
Morlino, 6: difensivo.
È un'ala ma nel poco tempo giocato spesso lo si vede dietro a difendere la sua fascia anche se con qualche sbavatura. In attacco non si fa vedere troppo comunque riesce a limitare la pericolosità avversaria in un paio di occasioni.
La pecca: non si propone spesso al gioco della squadra.
Muscillo, 6: trasparente.
Entra ma non è una giornata particolarmente felice. Non si distingue per azioni particolari e non sfoggia le sue proverbiali (nel senso che ne ho sentito parlare) abilità. Spento.
La pecca: non entra effettivamente mai in partita.
Giacomo, s.v.
Basile, s.v.
Tifoseria, 10: ecco il vero motore ultimo della squadra, il perché questi calciatori si impegnano tanto. Si distinguono per il loro vociare e per l'incitamento al Gentili.
s.v. = Senza voto causa mancanza di dati
Marco "Mister" Bellone
Sempre pronto a tuffarsi e a bloccare palloni che sono matematicamente già in rete. Prova a modificare le leggi fisiche e a muoversi in 4 dimensioni. Pregevoli un paio di occasioni in cui ha coperto bene la porta faccia a faccia con l'attaccante. Donadoni sarà indeciso se convocarlo come terzo portiere al posto dell'ormai quarantenne Toldo.
La pecca: la rete subita dalla media distanza per la quale la tifoseria si sta tutt'ora chiedendo: PERCHÉ?
Lamas, 6½: muro di Berlino.
Molto nervoso. Sicuramente sente la tensione del match sapendo che la difesa è tutta affidata a lui. Si incazza spesso con i compagni per poter sfogare la sua frustrazione per non riuscire a difendere adeguatamente la propria metà campo in quanto capita che venga saltato nell'uno contro uno. Comunque pedina importante che ha permesso di limitare i danni e sicuramente uomo di fiducia della squadra.
La pecca: il suo continuo desiderio di accompagnare la palla a fondo campo. Molti
brividi per la tifoseria.
Scala, 6½: mutaforma.
Fatica ad entrare nell'ottica del gioco, forse perché ricopre una posizione a lui non congeniale. Non riesce a trovare la sua posizione nel campo e lascia più volte l'uomo libero. Incredibile il suo ritorno in campo nel secondo tempo. Attila avrebbe fatto meno male agli avversari. Oltre ad avere fatto una rete stupenda colpendo la parte interna del palo opposto, diventa una sicurezza nella retroguardia. Mantiene a distanza gli avversari e sembra dotato di radar incorporato che gli permette quasi di anticipare le mosse degli avversari.
La pecca: nella prima fase della partita è assente.
Gentili, 6½: levriero.
Corre e corre e corre e corre... ma quanto cazzo corre quell'uomo. Forse anche troppo, infatti a volte sembra arrivato in Cina visto che lascia più volte la sua fascia. Sempre in cerca del pallone, sembra scodinzolare quando riesce a raggiungerlo. Difende molto e arriva anche all'area avversaria ma è timido nel tirare, infatti spesso preferisce il passaggio a qualcun altro.
La pecca: dentro è un leone ma si mostra agnello.
Commento a caldo della tifoseria: "Gentili fai cagare (ndr)"
Battiston, 7: mastino.
Fa dribbling, tira (anche lui mostra timidezza), difende, ma allora perché quando è tutto solo con la palla inciampa? Questo ragazzo probabilmente ha bisogno di tensione per rendere, altrimenti si distrae. Comunque è sempre un Battiston, si sacrifica nei cambi, segue il gentili anche se sono su due fasce opposte, fa goal, difende benissimo, frega più volte i palloni. Duro da sostituire.
La pecca: concretizza poco rispetto alle occasioni create dalla squadra.
Felice, 9: angelo.
È lui il pilastro portante di questa squadra, la trascina e la porta sulla via del pareggio. Pregevoli i suoi giochi di gambe e interessante la potenza e precisione del suo tiro. Ha anche carattere da vendere visto che è lui nel break a sedare il nervosismo che stava iniziando a logorare la squadra. Peccato per tutte le sue punizioni che sono finite addosso la barriera.
La pecca: se proprio bisogna trovarne una, in qualche occasione ha ecceduto di individualismo.
Morlino, 6: difensivo.
È un'ala ma nel poco tempo giocato spesso lo si vede dietro a difendere la sua fascia anche se con qualche sbavatura. In attacco non si fa vedere troppo comunque riesce a limitare la pericolosità avversaria in un paio di occasioni.
La pecca: non si propone spesso al gioco della squadra.
Muscillo, 6: trasparente.
Entra ma non è una giornata particolarmente felice. Non si distingue per azioni particolari e non sfoggia le sue proverbiali (nel senso che ne ho sentito parlare) abilità. Spento.
La pecca: non entra effettivamente mai in partita.
Giacomo, s.v.
Basile, s.v.
Tifoseria, 10: ecco il vero motore ultimo della squadra, il perché questi calciatori si impegnano tanto. Si distinguono per il loro vociare e per l'incitamento al Gentili.
s.v. = Senza voto causa mancanza di dati
Marco "Mister" Bellone
domenica 10 febbraio 2008
Pagelle IF4XX vs. Musa
Bracali Cioci, 7½: Ubiquitario
Partita tranquilla per il portierone toscano. Poche occasioni per l’avversario, tutte brillantemente fermate. In sostanza, deve impegnarsi in due soli interventi, in cui dimostra velocità e tempismo nelle uscite, sfoggiando la sua famosa presa plastica. Per gran parte del match fa le veci di uno spettatore non pagante, appoggiato a un palo della sua porta, cercando di abbronzarsi con la luce dei riflettori. Alcune eccitate tifose hanno dichiarato di averlo visto fare un giro turistico sulla Torre di Pisa, proprio nell’orario della partita (tra un’azione e l’altra); lui risponde così: “Non è vero niente, sono stato tutta la partita a difendere i miei pali da minacciosi attacchi. Comunque bella la Torre, era un po’ che non ci salivo”.
Lamas, 7½: Coraggioso
Quando è in campo, gestisce bene la difesa, con sicurezza ed esperienza; quando è in panchina, gestisce bene i cambi e i giocatori inesperti (Taddei, che si autoproclama suo discepolo spirituale - ndr). Ce la mette sempre tutta, e la sua pretazione difensiva è ineccepibile, soprattutto per anticipi e interventi decisi, sempre sul pallone. Si distingue per almeno 2 passaggi davanti al portiere con l’attaccante che passa a 30 centimetri dalla palla; tutti vanno a buon fine, ma gli altri nove giocatori della squadra, che osservano impotenti, sentono un brivido lungo la schiena. Rimane molto in panchina, aspettando il cambio dal tenace Scala, sempre dato controvoglia. Mossa speciale: ama frapporsi fra la palla e l’attaccante, accompagnando entrambi verso il fallo laterale. Quasi sempre gli riesce.
Scala, 8: Mastino
Gestisce la difesa per gran parte della partita. Dimostra brillante forma fisica, mai in ritardo sugli avversari; anticipa innumerevoli volte i passaggi dello stitico attacco Musa. Si spinge anche in attacco, con buoni risultati. È sempre lui a dare avvio dalla difesa alle azioni, dimostrando buona visione di gioco e capacità di palleggio. È il giocatore più cattivo della squadra, anche se non commette nemmeno un fallo. Pedina l’avversario per tutto il campo, e non ci pensa due volte a mollargli un calcio sulla caviglia se non si decide a lasciargli la palla. La sua migliore azione è senza dubbio a inizio ripresa, quando prende palla nella sua tre quarti, salta un giocatore e punta la porta; lunga cavalcata, ma sul più bello si allunga il pallone. Si butta alla disperata, sparando sull’esterno rete, ma soprattutto rischiando di disintegrare il volto del portiere in uscita. Temerario.
Morlino, 7: Tuttofare
Gioca come esterno destro del rombo; il suo voto sarebbe potuto essere più alto, se fosse rimasto in campo più a lungo. Preferisce lasciare in campo, per la fetta più cospicua della partita, l’ispirato Muscillo. Quando entra in campo, la squadra può contare su di lui in qualsiasi occasione. È bravo in attacco, anche se non paticolarmente incisivo in questa paritta; è molto abile anche in difesa, soprattutto negli alleggerimenti. Corre molto e quando ha la palla non pensa all’estetica ma alla concretezza: spesso gioca la palla di prima, velocizzando la manovra. A calcio a 11 sarebbe un buon terzino fluidificante. Consiglio tecnico: se alzasse di più le ginocchia nella corsa (allungando la falcata), sarebbe molto più veloce, visto che ha una ottima frequenza di passi.
Muscillo, 8: Estroso
È in serata. La fascia destra è sua. A tratti inarrestabile, sfodera dribbling come fossero conigli da un cilindro (che tra l’altro non so bene cosa voglia dire…). Gli avversari non riescono a stargli dietro, cercano di marcarlo stretto, lui si esalta. Si diverte a bruciare l’avversario sul breve, poi si ferma e offre l’assist all’attaccante di turno. Da notare un buon miglioramento tattico: torna ad aiutare la squadra nella fase difensiva e compie anche qualche recupero da vero difensore. Il suo pressing non è quello di Cantonà, ma strappa alcuni importanti palloni al gioco avversario. Segna un gol da cineteca: parte da metà campo, semina avversari a destra e a manca senza fare complimenti, il suo dribbling è ubriacante, l’ondeggiare della sua scarmigliata capigliatura rossa fa venire il mal di mare a chi lo affronta; davanti al portiere non ci pensa due volte, lo fa secco e va a dedicare il gol alla donna amata, festeggiando con un controverso pugno che ondeggia in aria. Probabilmente il gol più bello di tutti i tempi, da ottobre a ora. Si distingue anche per le continue offese che urla ai compagni in campo, quando lui è in panca; secondo statistiche ufficiali, il 96% dell’inquinamento acustico della serata a Pisa è merito/colpa sua. Il C.U.S. sta pensando di denunciarlo per danni d’immagine.
Gentili, 8: Polmoni d’acciaio
Sfoggia una forma-partita invidiabile, che sfrutta correndo su tutti i palloni in attacco, in difesa, a centrocampo, in fallo laterale, in tribuna, nel campo D, nel circostante campo da rugby. È dappertutto, in qualsiasi momento, medici hanno chiesto di visitarlo. Torna sempre a difendere e la rete resta inviolata anche per merito suo. Il movimento è la sua religione: Herrera sarebbe fiero di lui (“Movimiento, Movimiento!”). Pregevoli sono i suoi duetti con l’alieno Felice, che spesso lo lancia, confidando nei suoi scatti sulla sinistra. Molto buoni sono i suoi inserimenti, anche se, a volte, davanti al portiere, spara a lato. Oltre alla prestanza fisica, ha anche discrete doti tecniche. Non è il dribbling o la velocità a mancargli, anche se a volte si complica la vita da solo. Nostante ciò, gli riescono cose che neanche avrebbe osato immaginare. Nella ripresa, produce un assist che neanche lui sa come: riceve un passaggio a 1 metro dal portiere in uscita, col destro si mette la palla sul sinistro e con questo piede restituisce la palla a Felice, con un basso lob a evitare l’intervento dell’estremo difensore dei Musa. Festeggia il notevole gesto atletico con un memorabile: “Mio Dio, cosa ho fatto!”. Segna un gran gol, ma sarebbero potuti essere molti di più. La sua padronanza della fascia sinistra, la sua capigliatura al vento molto Beatles, il suo fare scanzonato, il suo modo di vestire molto radical-chic lo rendono il perfetto 6° Beatles (non scordando il quinto, il grandissimo George Best).
Taddei, 6½: Precario
Torna dopo mesi di smarrimento universitario: l’Anatomia gli da’ alla testa. È dimagrito, ha perso solo chili di muscoli, quelli utili alla corsa. Gioca una quindicina di minuti in tutto, è lui stesso a chiedere il cambio. Tiene prenotato un polmone d’acciaio al Santa Chiara, nel caso ce ne fosse bisogno a fine partita. Entra già in debito di ossigeno già dopo il riscaldamento, figuratevi dopo 5 scatti in partita. Nonostante tutto, è attento in difesa e copre la sua zona. Ha anche qualche spunto in attacco, saltando due volte, alla Conceiçao, il suo marcatore. I tiri che esplode però non sono degni della squadra in cui gioca. Ha una buona occasione in cui si trova a ribattere in porta un tiro smanacciato dal portiere: prende la mira e tira di collo, peccato che un avversario ci metta la pancia. Dentro ha un leone che ruggisce, fuori il suo fisico è quello di un micino-pelosino-miao-miao-arf-arf.
Basile, 7: Arma segreta
È l’uomo che non ti aspetti. Passa molta della partita seduto in zona riserve, osservando minaccioso il campo da gioco. Poi entra e scopri che la minaccia è lui, per l’avversario. La sua peculiarità tecnica è fare le cose al contrario: non ha una sopraffina tecnica dei fondamentali (stop, passaggio, tiro, dribbling), come gran parte della squadra del resto, ma nonostante questo, improvvisamente ha delle fiammate che Rivera col piffero che le faceva. Non ci si spiega nemmeno come le idee, ma succede che, ex abrupto, prenda palla, punti l’avversario, lo salti con un tunnel, si smarchi e tiri. Sfortuna vuole che il portiere avversario metta a lato, altrimenti sarebbe stato un gran gol. Ha grandi margini di miglioramento e merita un elogio anche per la sua duttilità.
Batti-Batti Batti-Ston, 8: (Una)Bomber
È il capocannoniere della squadra, e a parlarne uno si può immaginare il classico attaccante, un po’ prima-donna, che fa le bizze se non gioca, che mette il muso se non segna. Per quanto riguarda il non giocare, è lui il primo a sacrificare qualche minuto per far entrare compagni che hanno giocato meno; per quanto concerne il non segnare, beh non c’è problema, lui segna sempre. La partita con i Musa quindi è ordinaria amministrazione. Gioca meno del solito, ma quando entra è subito festa. Fa due gol, di forza e di potenza. Anche se il portiere gli para il primo tiro, c’è sempre lui a ribattere e insaccare. Corre leggermente meno del solito, diciamo pure che non è forsennato come in altre partite, ma lascia il segno ugualmente. In altre parole è un po’ meno Battiston del solito, ma d’altronde non si può pretendere sempre eccezionali livelli di battistonezza da un giocatore, siamo tutti umani alla fine…eccetto Battiston che è Battiston. E comunque lo dice anche il proverbio: “Non tutte le ciambelle vengono col Battiston”, o il meno usato “Non tutti i giorni è Battiston”.
Iandoli, 10 e Lode con bacio accademico (con lingua (accademica anche quella)): Magnanimo
Come si può non amare un giocatore così? È una sicurezza: produce gioco in quantità industriale, smista passaggi e assist a valanga, salta giocatori come birilli. Oltre a tutto ciò, istruisce i giocatori nel prepartita sui segreti del calcetto, insegnando trucchi e furbizie per gabbare arbitro e avversari. Fa tre gol anche oggi, viaggia su medie stratosferiche. Non mi soffermo a snocciolare le sue migliori azioni perché potremmo star qui fino a domattina e non gioverebbe a nessuno. Colpisce una sua azione del primo tempo: doppio passo, finta di passaggio, tunnel all’avversario, con un’altra finta ne mette fuori tempo altri due e poi va a tirare una barbogia urticante che, involontariamente, il portiere devia in calcio d’angolo. Confeziona innumerevoli assist per tutta la squadra, pregevoli particolarmente sono i duetti con Gentili e Muscillo. Note negative: sbaglia ben due stop. Eh si, per un giocatore normale questa è la prassi, per lui è l’eccezione. Lo si potrebbe definire lo Zidane de noantri, sperando che gradisca il paragone, e non mi risponda a testate. Nel finale di partita (e in realtà per tutta la ripresa) si distingue anche per la sua generosità, facendo un po’ melina e lasciando respirare gli avversari, vistosamente in affanno. A fine partita dichiara: “E certo che facevo melina, che senso ha fare 20 gol per umiliare gli avversari?”. C’è molto da imparare dal suo spirito sportivo.
Guest Star: Il portiere avversario, 7: Kamikaze
Si comporta bene, soprattutto nel primo tempo. Per i primi 7-8 minuti para davvero tutto, anche se spesso con uno stile molto personale. Di lui va apprezzata soprattutto la volontà di sacrificio: infatti, non ci pensa due volte a sacrificare mani, piedi, gambe alla causa dei Musa. Para con qualsiasi parte del corpo. Alla fine, però, il gioco non vale la candela: subisce ugualmente 7 gol. A fine partita un’ambulanza lo preleva e lo porta al Centro Grandi Ustionati a Cisanello, dove gli troveranno ustioni del 4° e 5° grado su mani e gambe.
Partita tranquilla per il portierone toscano. Poche occasioni per l’avversario, tutte brillantemente fermate. In sostanza, deve impegnarsi in due soli interventi, in cui dimostra velocità e tempismo nelle uscite, sfoggiando la sua famosa presa plastica. Per gran parte del match fa le veci di uno spettatore non pagante, appoggiato a un palo della sua porta, cercando di abbronzarsi con la luce dei riflettori. Alcune eccitate tifose hanno dichiarato di averlo visto fare un giro turistico sulla Torre di Pisa, proprio nell’orario della partita (tra un’azione e l’altra); lui risponde così: “Non è vero niente, sono stato tutta la partita a difendere i miei pali da minacciosi attacchi. Comunque bella la Torre, era un po’ che non ci salivo”.
Lamas, 7½: Coraggioso
Quando è in campo, gestisce bene la difesa, con sicurezza ed esperienza; quando è in panchina, gestisce bene i cambi e i giocatori inesperti (Taddei, che si autoproclama suo discepolo spirituale - ndr). Ce la mette sempre tutta, e la sua pretazione difensiva è ineccepibile, soprattutto per anticipi e interventi decisi, sempre sul pallone. Si distingue per almeno 2 passaggi davanti al portiere con l’attaccante che passa a 30 centimetri dalla palla; tutti vanno a buon fine, ma gli altri nove giocatori della squadra, che osservano impotenti, sentono un brivido lungo la schiena. Rimane molto in panchina, aspettando il cambio dal tenace Scala, sempre dato controvoglia. Mossa speciale: ama frapporsi fra la palla e l’attaccante, accompagnando entrambi verso il fallo laterale. Quasi sempre gli riesce.
Scala, 8: Mastino
Gestisce la difesa per gran parte della partita. Dimostra brillante forma fisica, mai in ritardo sugli avversari; anticipa innumerevoli volte i passaggi dello stitico attacco Musa. Si spinge anche in attacco, con buoni risultati. È sempre lui a dare avvio dalla difesa alle azioni, dimostrando buona visione di gioco e capacità di palleggio. È il giocatore più cattivo della squadra, anche se non commette nemmeno un fallo. Pedina l’avversario per tutto il campo, e non ci pensa due volte a mollargli un calcio sulla caviglia se non si decide a lasciargli la palla. La sua migliore azione è senza dubbio a inizio ripresa, quando prende palla nella sua tre quarti, salta un giocatore e punta la porta; lunga cavalcata, ma sul più bello si allunga il pallone. Si butta alla disperata, sparando sull’esterno rete, ma soprattutto rischiando di disintegrare il volto del portiere in uscita. Temerario.
Morlino, 7: Tuttofare
Gioca come esterno destro del rombo; il suo voto sarebbe potuto essere più alto, se fosse rimasto in campo più a lungo. Preferisce lasciare in campo, per la fetta più cospicua della partita, l’ispirato Muscillo. Quando entra in campo, la squadra può contare su di lui in qualsiasi occasione. È bravo in attacco, anche se non paticolarmente incisivo in questa paritta; è molto abile anche in difesa, soprattutto negli alleggerimenti. Corre molto e quando ha la palla non pensa all’estetica ma alla concretezza: spesso gioca la palla di prima, velocizzando la manovra. A calcio a 11 sarebbe un buon terzino fluidificante. Consiglio tecnico: se alzasse di più le ginocchia nella corsa (allungando la falcata), sarebbe molto più veloce, visto che ha una ottima frequenza di passi.
Muscillo, 8: Estroso
È in serata. La fascia destra è sua. A tratti inarrestabile, sfodera dribbling come fossero conigli da un cilindro (che tra l’altro non so bene cosa voglia dire…). Gli avversari non riescono a stargli dietro, cercano di marcarlo stretto, lui si esalta. Si diverte a bruciare l’avversario sul breve, poi si ferma e offre l’assist all’attaccante di turno. Da notare un buon miglioramento tattico: torna ad aiutare la squadra nella fase difensiva e compie anche qualche recupero da vero difensore. Il suo pressing non è quello di Cantonà, ma strappa alcuni importanti palloni al gioco avversario. Segna un gol da cineteca: parte da metà campo, semina avversari a destra e a manca senza fare complimenti, il suo dribbling è ubriacante, l’ondeggiare della sua scarmigliata capigliatura rossa fa venire il mal di mare a chi lo affronta; davanti al portiere non ci pensa due volte, lo fa secco e va a dedicare il gol alla donna amata, festeggiando con un controverso pugno che ondeggia in aria. Probabilmente il gol più bello di tutti i tempi, da ottobre a ora. Si distingue anche per le continue offese che urla ai compagni in campo, quando lui è in panca; secondo statistiche ufficiali, il 96% dell’inquinamento acustico della serata a Pisa è merito/colpa sua. Il C.U.S. sta pensando di denunciarlo per danni d’immagine.
Gentili, 8: Polmoni d’acciaio
Sfoggia una forma-partita invidiabile, che sfrutta correndo su tutti i palloni in attacco, in difesa, a centrocampo, in fallo laterale, in tribuna, nel campo D, nel circostante campo da rugby. È dappertutto, in qualsiasi momento, medici hanno chiesto di visitarlo. Torna sempre a difendere e la rete resta inviolata anche per merito suo. Il movimento è la sua religione: Herrera sarebbe fiero di lui (“Movimiento, Movimiento!”). Pregevoli sono i suoi duetti con l’alieno Felice, che spesso lo lancia, confidando nei suoi scatti sulla sinistra. Molto buoni sono i suoi inserimenti, anche se, a volte, davanti al portiere, spara a lato. Oltre alla prestanza fisica, ha anche discrete doti tecniche. Non è il dribbling o la velocità a mancargli, anche se a volte si complica la vita da solo. Nostante ciò, gli riescono cose che neanche avrebbe osato immaginare. Nella ripresa, produce un assist che neanche lui sa come: riceve un passaggio a 1 metro dal portiere in uscita, col destro si mette la palla sul sinistro e con questo piede restituisce la palla a Felice, con un basso lob a evitare l’intervento dell’estremo difensore dei Musa. Festeggia il notevole gesto atletico con un memorabile: “Mio Dio, cosa ho fatto!”. Segna un gran gol, ma sarebbero potuti essere molti di più. La sua padronanza della fascia sinistra, la sua capigliatura al vento molto Beatles, il suo fare scanzonato, il suo modo di vestire molto radical-chic lo rendono il perfetto 6° Beatles (non scordando il quinto, il grandissimo George Best).
Taddei, 6½: Precario
Torna dopo mesi di smarrimento universitario: l’Anatomia gli da’ alla testa. È dimagrito, ha perso solo chili di muscoli, quelli utili alla corsa. Gioca una quindicina di minuti in tutto, è lui stesso a chiedere il cambio. Tiene prenotato un polmone d’acciaio al Santa Chiara, nel caso ce ne fosse bisogno a fine partita. Entra già in debito di ossigeno già dopo il riscaldamento, figuratevi dopo 5 scatti in partita. Nonostante tutto, è attento in difesa e copre la sua zona. Ha anche qualche spunto in attacco, saltando due volte, alla Conceiçao, il suo marcatore. I tiri che esplode però non sono degni della squadra in cui gioca. Ha una buona occasione in cui si trova a ribattere in porta un tiro smanacciato dal portiere: prende la mira e tira di collo, peccato che un avversario ci metta la pancia. Dentro ha un leone che ruggisce, fuori il suo fisico è quello di un micino-pelosino-miao-miao-arf-arf.
Basile, 7: Arma segreta
È l’uomo che non ti aspetti. Passa molta della partita seduto in zona riserve, osservando minaccioso il campo da gioco. Poi entra e scopri che la minaccia è lui, per l’avversario. La sua peculiarità tecnica è fare le cose al contrario: non ha una sopraffina tecnica dei fondamentali (stop, passaggio, tiro, dribbling), come gran parte della squadra del resto, ma nonostante questo, improvvisamente ha delle fiammate che Rivera col piffero che le faceva. Non ci si spiega nemmeno come le idee, ma succede che, ex abrupto, prenda palla, punti l’avversario, lo salti con un tunnel, si smarchi e tiri. Sfortuna vuole che il portiere avversario metta a lato, altrimenti sarebbe stato un gran gol. Ha grandi margini di miglioramento e merita un elogio anche per la sua duttilità.
Batti-Batti Batti-Ston, 8: (Una)Bomber
È il capocannoniere della squadra, e a parlarne uno si può immaginare il classico attaccante, un po’ prima-donna, che fa le bizze se non gioca, che mette il muso se non segna. Per quanto riguarda il non giocare, è lui il primo a sacrificare qualche minuto per far entrare compagni che hanno giocato meno; per quanto concerne il non segnare, beh non c’è problema, lui segna sempre. La partita con i Musa quindi è ordinaria amministrazione. Gioca meno del solito, ma quando entra è subito festa. Fa due gol, di forza e di potenza. Anche se il portiere gli para il primo tiro, c’è sempre lui a ribattere e insaccare. Corre leggermente meno del solito, diciamo pure che non è forsennato come in altre partite, ma lascia il segno ugualmente. In altre parole è un po’ meno Battiston del solito, ma d’altronde non si può pretendere sempre eccezionali livelli di battistonezza da un giocatore, siamo tutti umani alla fine…eccetto Battiston che è Battiston. E comunque lo dice anche il proverbio: “Non tutte le ciambelle vengono col Battiston”, o il meno usato “Non tutti i giorni è Battiston”.
Iandoli, 10 e Lode con bacio accademico (con lingua (accademica anche quella)): Magnanimo
Come si può non amare un giocatore così? È una sicurezza: produce gioco in quantità industriale, smista passaggi e assist a valanga, salta giocatori come birilli. Oltre a tutto ciò, istruisce i giocatori nel prepartita sui segreti del calcetto, insegnando trucchi e furbizie per gabbare arbitro e avversari. Fa tre gol anche oggi, viaggia su medie stratosferiche. Non mi soffermo a snocciolare le sue migliori azioni perché potremmo star qui fino a domattina e non gioverebbe a nessuno. Colpisce una sua azione del primo tempo: doppio passo, finta di passaggio, tunnel all’avversario, con un’altra finta ne mette fuori tempo altri due e poi va a tirare una barbogia urticante che, involontariamente, il portiere devia in calcio d’angolo. Confeziona innumerevoli assist per tutta la squadra, pregevoli particolarmente sono i duetti con Gentili e Muscillo. Note negative: sbaglia ben due stop. Eh si, per un giocatore normale questa è la prassi, per lui è l’eccezione. Lo si potrebbe definire lo Zidane de noantri, sperando che gradisca il paragone, e non mi risponda a testate. Nel finale di partita (e in realtà per tutta la ripresa) si distingue anche per la sua generosità, facendo un po’ melina e lasciando respirare gli avversari, vistosamente in affanno. A fine partita dichiara: “E certo che facevo melina, che senso ha fare 20 gol per umiliare gli avversari?”. C’è molto da imparare dal suo spirito sportivo.
Guest Star: Il portiere avversario, 7: Kamikaze
Si comporta bene, soprattutto nel primo tempo. Per i primi 7-8 minuti para davvero tutto, anche se spesso con uno stile molto personale. Di lui va apprezzata soprattutto la volontà di sacrificio: infatti, non ci pensa due volte a sacrificare mani, piedi, gambe alla causa dei Musa. Para con qualsiasi parte del corpo. Alla fine, però, il gioco non vale la candela: subisce ugualmente 7 gol. A fine partita un’ambulanza lo preleva e lo porta al Centro Grandi Ustionati a Cisanello, dove gli troveranno ustioni del 4° e 5° grado su mani e gambe.
IF4XX vs. Musa
Fantastici 4 XX 7 – 0 Musa
Ore 19.15, Campo E
Ci Risiamo. Altra sfida, altra vittoria. I Fantastici 4 XX sono in serie positiva ormai da mesi e non ci sono avversari che tengano. Lontane appaiono le prime partite del campionato, quando pochi credevano in questo progetto, e la squadra risentiva ancora del “processo CUSsopoli” (l’allenatore Lorenzo Lamas è stato accusato di avere il numero di cellulare di arbitri e dirigenti del C.U.S., nonchè delle loro mogli, beato lui!) che l’ha portata a un’ingiusta retrocessione in Serie C. La squadra adesso sta attraversando un momento di forma eccezionale, a tratti appare inarrestabile, fortissima, suscitando terrore e sgomento nelle squadre e nei tifosi avversari. Venendo all’ultima partita, la sfida con i Musa è stata dominata fin dall’inizio, con la prima occasione già dopo 1 minuto. Non si sa se per la pochezza difensiva dei Musa o per la grande vena realizzativa dei nostri, sono stati segnati ben 7 gol in questa gara, con una miriade di altre occasioni, tutte per una sola delle due squadre. Rispetto alle sfide precedenti, si è evidenziata una solida impostazione di gioco, una buona organicità di manovra, un notevole “spirito di gruppo”; note erano le qualità dei singoli, ma adesso che la squadra sta mostrando una sua peculiare organizzazione di gioco, sia offensiva che difensiva. Sarà davvero difficile per gli avversari avere la meglio.
Note di colore della partita:
Direi che, per quanto riguarda la partita, è tutto. Goodnight and Good Luck!
Ore 19.15, Campo E
Ci Risiamo. Altra sfida, altra vittoria. I Fantastici 4 XX sono in serie positiva ormai da mesi e non ci sono avversari che tengano. Lontane appaiono le prime partite del campionato, quando pochi credevano in questo progetto, e la squadra risentiva ancora del “processo CUSsopoli” (l’allenatore Lorenzo Lamas è stato accusato di avere il numero di cellulare di arbitri e dirigenti del C.U.S., nonchè delle loro mogli, beato lui!) che l’ha portata a un’ingiusta retrocessione in Serie C. La squadra adesso sta attraversando un momento di forma eccezionale, a tratti appare inarrestabile, fortissima, suscitando terrore e sgomento nelle squadre e nei tifosi avversari. Venendo all’ultima partita, la sfida con i Musa è stata dominata fin dall’inizio, con la prima occasione già dopo 1 minuto. Non si sa se per la pochezza difensiva dei Musa o per la grande vena realizzativa dei nostri, sono stati segnati ben 7 gol in questa gara, con una miriade di altre occasioni, tutte per una sola delle due squadre. Rispetto alle sfide precedenti, si è evidenziata una solida impostazione di gioco, una buona organicità di manovra, un notevole “spirito di gruppo”; note erano le qualità dei singoli, ma adesso che la squadra sta mostrando una sua peculiare organizzazione di gioco, sia offensiva che difensiva. Sarà davvero difficile per gli avversari avere la meglio.
Note di colore della partita:
- Gli IF4XX si sono presentati, per la prima volta in questa stagione, al gran completo sul campo di gioco; ben 10 erano i giocatori a disposizione del mister. Questo ha gettato nel panico i giocatori della squadra avversaria (che, visto il tempo di CalcioMercato, hanno più volte chiesto in prestito gratuito giocatori per avere qualche cambio in più), ma anche lo stesso Mister degli IF4XX ha avuto problemi: nella mezz’ora del pre-partita si è assentato per ideare un sistema matematico complesso che permettesse a tutti di giocare un’adeguata fetta di partita.
- L’arbitro si è presentato sul campo di gioco con 30 minuti di ritardo, attirandosi le ire di tutti i giocatori. Scusandosi per l’accaduto, ha dichiarato che si automulterà per il ritardo, pagando 5 euro al C.U.S.. Il Mister Lorenzo Lamas, montato su tutte le furie, ha dichiarato alla stampa nazionale che la moglie dell’arbitro, invece, è puntuale solitamente.
- Gli avversari, a metà ripresa, non potendo scatenare rissa contro gli IF4XX (sarebbero stati 10 contro 6, non molto proficuo), hanno sfogato le loro frustrazioni infamandosi tra loro. Caso più unico che raro di rissa intra-squadra.
Direi che, per quanto riguarda la partita, è tutto. Goodnight and Good Luck!
sabato 2 febbraio 2008
Che squadra!!!
LY: Ormai sta quasi diventando un'abitudine: la vittoria è diventata l'unica ragione di vita di questi ragazzi. I numeri parlano chiaro (e la nostra squadra si fida ciecamente dei numeri...): dall'ultima partita del girone preliminare a oggi abbiamo ottenuto 2 pareggi e 5 vittorie, di cui le ultime due contro avversari importanti (in Coppa Italia contro una squadra di serie B e in campionato contro la seconda in classifica). La presenza di Felice e la grande vena realizzativa di Batti-gol e Gentili sono il punto di forza del team, il cui reparto difensivo è guidato alla grande da Lami, indiscusso erede di Beckenbauer. Sono stati fondamentali il recupero della nostra ala Muscillinho e il nuovo acquisto Morlinho, che, con il loro contributo, facilitano la fluidità della manovra. Confido in una grande prestazione della squadra anche lunedì 4 febbraio contro i Tom Awokes. Ringrazio da parte di tutta la squadra i nostri innumerevoli tifosi che ci seguono in ogni partita; sono talmente tanti che la FIGC sta pensando di spostare le partite de IF4XX allo stadio di Pisa. Grazie veramente!!
Passo e chiudo
Passo e chiudo
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