Bracali Cioci, 7½: Ubiquitario
Partita tranquilla per il portierone toscano. Poche occasioni per l’avversario, tutte brillantemente fermate. In sostanza, deve impegnarsi in due soli interventi, in cui dimostra velocità e tempismo nelle uscite, sfoggiando la sua famosa presa plastica. Per gran parte del match fa le veci di uno spettatore non pagante, appoggiato a un palo della sua porta, cercando di abbronzarsi con la luce dei riflettori. Alcune eccitate tifose hanno dichiarato di averlo visto fare un giro turistico sulla Torre di Pisa, proprio nell’orario della partita (tra un’azione e l’altra); lui risponde così: “Non è vero niente, sono stato tutta la partita a difendere i miei pali da minacciosi attacchi. Comunque bella la Torre, era un po’ che non ci salivo”.
Lamas, 7½: Coraggioso
Quando è in campo, gestisce bene la difesa, con sicurezza ed esperienza; quando è in panchina, gestisce bene i cambi e i giocatori inesperti (Taddei, che si autoproclama suo discepolo spirituale - ndr). Ce la mette sempre tutta, e la sua pretazione difensiva è ineccepibile, soprattutto per anticipi e interventi decisi, sempre sul pallone. Si distingue per almeno 2 passaggi davanti al portiere con l’attaccante che passa a 30 centimetri dalla palla; tutti vanno a buon fine, ma gli altri nove giocatori della squadra, che osservano impotenti, sentono un brivido lungo la schiena. Rimane molto in panchina, aspettando il cambio dal tenace Scala, sempre dato controvoglia. Mossa speciale: ama frapporsi fra la palla e l’attaccante, accompagnando entrambi verso il fallo laterale. Quasi sempre gli riesce.
Scala, 8: Mastino
Gestisce la difesa per gran parte della partita. Dimostra brillante forma fisica, mai in ritardo sugli avversari; anticipa innumerevoli volte i passaggi dello stitico attacco Musa. Si spinge anche in attacco, con buoni risultati. È sempre lui a dare avvio dalla difesa alle azioni, dimostrando buona visione di gioco e capacità di palleggio. È il giocatore più cattivo della squadra, anche se non commette nemmeno un fallo. Pedina l’avversario per tutto il campo, e non ci pensa due volte a mollargli un calcio sulla caviglia se non si decide a lasciargli la palla. La sua migliore azione è senza dubbio a inizio ripresa, quando prende palla nella sua tre quarti, salta un giocatore e punta la porta; lunga cavalcata, ma sul più bello si allunga il pallone. Si butta alla disperata, sparando sull’esterno rete, ma soprattutto rischiando di disintegrare il volto del portiere in uscita. Temerario.
Morlino, 7: Tuttofare
Gioca come esterno destro del rombo; il suo voto sarebbe potuto essere più alto, se fosse rimasto in campo più a lungo. Preferisce lasciare in campo, per la fetta più cospicua della partita, l’ispirato Muscillo. Quando entra in campo, la squadra può contare su di lui in qualsiasi occasione. È bravo in attacco, anche se non paticolarmente incisivo in questa paritta; è molto abile anche in difesa, soprattutto negli alleggerimenti. Corre molto e quando ha la palla non pensa all’estetica ma alla concretezza: spesso gioca la palla di prima, velocizzando la manovra. A calcio a 11 sarebbe un buon terzino fluidificante. Consiglio tecnico: se alzasse di più le ginocchia nella corsa (allungando la falcata), sarebbe molto più veloce, visto che ha una ottima frequenza di passi.
Muscillo, 8: Estroso
È in serata. La fascia destra è sua. A tratti inarrestabile, sfodera dribbling come fossero conigli da un cilindro (che tra l’altro non so bene cosa voglia dire…). Gli avversari non riescono a stargli dietro, cercano di marcarlo stretto, lui si esalta. Si diverte a bruciare l’avversario sul breve, poi si ferma e offre l’assist all’attaccante di turno. Da notare un buon miglioramento tattico: torna ad aiutare la squadra nella fase difensiva e compie anche qualche recupero da vero difensore. Il suo pressing non è quello di Cantonà, ma strappa alcuni importanti palloni al gioco avversario. Segna un gol da cineteca: parte da metà campo, semina avversari a destra e a manca senza fare complimenti, il suo dribbling è ubriacante, l’ondeggiare della sua scarmigliata capigliatura rossa fa venire il mal di mare a chi lo affronta; davanti al portiere non ci pensa due volte, lo fa secco e va a dedicare il gol alla donna amata, festeggiando con un controverso pugno che ondeggia in aria. Probabilmente il gol più bello di tutti i tempi, da ottobre a ora. Si distingue anche per le continue offese che urla ai compagni in campo, quando lui è in panca; secondo statistiche ufficiali, il 96% dell’inquinamento acustico della serata a Pisa è merito/colpa sua. Il C.U.S. sta pensando di denunciarlo per danni d’immagine.
Gentili, 8: Polmoni d’acciaio
Sfoggia una forma-partita invidiabile, che sfrutta correndo su tutti i palloni in attacco, in difesa, a centrocampo, in fallo laterale, in tribuna, nel campo D, nel circostante campo da rugby. È dappertutto, in qualsiasi momento, medici hanno chiesto di visitarlo. Torna sempre a difendere e la rete resta inviolata anche per merito suo. Il movimento è la sua religione: Herrera sarebbe fiero di lui (“Movimiento, Movimiento!”). Pregevoli sono i suoi duetti con l’alieno Felice, che spesso lo lancia, confidando nei suoi scatti sulla sinistra. Molto buoni sono i suoi inserimenti, anche se, a volte, davanti al portiere, spara a lato. Oltre alla prestanza fisica, ha anche discrete doti tecniche. Non è il dribbling o la velocità a mancargli, anche se a volte si complica la vita da solo. Nostante ciò, gli riescono cose che neanche avrebbe osato immaginare. Nella ripresa, produce un assist che neanche lui sa come: riceve un passaggio a 1 metro dal portiere in uscita, col destro si mette la palla sul sinistro e con questo piede restituisce la palla a Felice, con un basso lob a evitare l’intervento dell’estremo difensore dei Musa. Festeggia il notevole gesto atletico con un memorabile: “Mio Dio, cosa ho fatto!”. Segna un gran gol, ma sarebbero potuti essere molti di più. La sua padronanza della fascia sinistra, la sua capigliatura al vento molto Beatles, il suo fare scanzonato, il suo modo di vestire molto radical-chic lo rendono il perfetto 6° Beatles (non scordando il quinto, il grandissimo George Best).
Taddei, 6½: Precario
Torna dopo mesi di smarrimento universitario: l’Anatomia gli da’ alla testa. È dimagrito, ha perso solo chili di muscoli, quelli utili alla corsa. Gioca una quindicina di minuti in tutto, è lui stesso a chiedere il cambio. Tiene prenotato un polmone d’acciaio al Santa Chiara, nel caso ce ne fosse bisogno a fine partita. Entra già in debito di ossigeno già dopo il riscaldamento, figuratevi dopo 5 scatti in partita. Nonostante tutto, è attento in difesa e copre la sua zona. Ha anche qualche spunto in attacco, saltando due volte, alla Conceiçao, il suo marcatore. I tiri che esplode però non sono degni della squadra in cui gioca. Ha una buona occasione in cui si trova a ribattere in porta un tiro smanacciato dal portiere: prende la mira e tira di collo, peccato che un avversario ci metta la pancia. Dentro ha un leone che ruggisce, fuori il suo fisico è quello di un micino-pelosino-miao-miao-arf-arf.
Basile, 7: Arma segreta
È l’uomo che non ti aspetti. Passa molta della partita seduto in zona riserve, osservando minaccioso il campo da gioco. Poi entra e scopri che la minaccia è lui, per l’avversario. La sua peculiarità tecnica è fare le cose al contrario: non ha una sopraffina tecnica dei fondamentali (stop, passaggio, tiro, dribbling), come gran parte della squadra del resto, ma nonostante questo, improvvisamente ha delle fiammate che Rivera col piffero che le faceva. Non ci si spiega nemmeno come le idee, ma succede che, ex abrupto, prenda palla, punti l’avversario, lo salti con un tunnel, si smarchi e tiri. Sfortuna vuole che il portiere avversario metta a lato, altrimenti sarebbe stato un gran gol. Ha grandi margini di miglioramento e merita un elogio anche per la sua duttilità.
Batti-Batti Batti-Ston, 8: (Una)Bomber
È il capocannoniere della squadra, e a parlarne uno si può immaginare il classico attaccante, un po’ prima-donna, che fa le bizze se non gioca, che mette il muso se non segna. Per quanto riguarda il non giocare, è lui il primo a sacrificare qualche minuto per far entrare compagni che hanno giocato meno; per quanto concerne il non segnare, beh non c’è problema, lui segna sempre. La partita con i Musa quindi è ordinaria amministrazione. Gioca meno del solito, ma quando entra è subito festa. Fa due gol, di forza e di potenza. Anche se il portiere gli para il primo tiro, c’è sempre lui a ribattere e insaccare. Corre leggermente meno del solito, diciamo pure che non è forsennato come in altre partite, ma lascia il segno ugualmente. In altre parole è un po’ meno Battiston del solito, ma d’altronde non si può pretendere sempre eccezionali livelli di battistonezza da un giocatore, siamo tutti umani alla fine…eccetto Battiston che è Battiston. E comunque lo dice anche il proverbio: “Non tutte le ciambelle vengono col Battiston”, o il meno usato “Non tutti i giorni è Battiston”.
Iandoli, 10 e Lode con bacio accademico (con lingua (accademica anche quella)): Magnanimo
Come si può non amare un giocatore così? È una sicurezza: produce gioco in quantità industriale, smista passaggi e assist a valanga, salta giocatori come birilli. Oltre a tutto ciò, istruisce i giocatori nel prepartita sui segreti del calcetto, insegnando trucchi e furbizie per gabbare arbitro e avversari. Fa tre gol anche oggi, viaggia su medie stratosferiche. Non mi soffermo a snocciolare le sue migliori azioni perché potremmo star qui fino a domattina e non gioverebbe a nessuno. Colpisce una sua azione del primo tempo: doppio passo, finta di passaggio, tunnel all’avversario, con un’altra finta ne mette fuori tempo altri due e poi va a tirare una barbogia urticante che, involontariamente, il portiere devia in calcio d’angolo. Confeziona innumerevoli assist per tutta la squadra, pregevoli particolarmente sono i duetti con Gentili e Muscillo. Note negative: sbaglia ben due stop. Eh si, per un giocatore normale questa è la prassi, per lui è l’eccezione. Lo si potrebbe definire lo Zidane de noantri, sperando che gradisca il paragone, e non mi risponda a testate. Nel finale di partita (e in realtà per tutta la ripresa) si distingue anche per la sua generosità, facendo un po’ melina e lasciando respirare gli avversari, vistosamente in affanno. A fine partita dichiara: “E certo che facevo melina, che senso ha fare 20 gol per umiliare gli avversari?”. C’è molto da imparare dal suo spirito sportivo.
Guest Star: Il portiere avversario, 7: Kamikaze
Si comporta bene, soprattutto nel primo tempo. Per i primi 7-8 minuti para davvero tutto, anche se spesso con uno stile molto personale. Di lui va apprezzata soprattutto la volontà di sacrificio: infatti, non ci pensa due volte a sacrificare mani, piedi, gambe alla causa dei Musa. Para con qualsiasi parte del corpo. Alla fine, però, il gioco non vale la candela: subisce ugualmente 7 gol. A fine partita un’ambulanza lo preleva e lo porta al Centro Grandi Ustionati a Cisanello, dove gli troveranno ustioni del 4° e 5° grado su mani e gambe.
Partita tranquilla per il portierone toscano. Poche occasioni per l’avversario, tutte brillantemente fermate. In sostanza, deve impegnarsi in due soli interventi, in cui dimostra velocità e tempismo nelle uscite, sfoggiando la sua famosa presa plastica. Per gran parte del match fa le veci di uno spettatore non pagante, appoggiato a un palo della sua porta, cercando di abbronzarsi con la luce dei riflettori. Alcune eccitate tifose hanno dichiarato di averlo visto fare un giro turistico sulla Torre di Pisa, proprio nell’orario della partita (tra un’azione e l’altra); lui risponde così: “Non è vero niente, sono stato tutta la partita a difendere i miei pali da minacciosi attacchi. Comunque bella la Torre, era un po’ che non ci salivo”.
Lamas, 7½: Coraggioso
Quando è in campo, gestisce bene la difesa, con sicurezza ed esperienza; quando è in panchina, gestisce bene i cambi e i giocatori inesperti (Taddei, che si autoproclama suo discepolo spirituale - ndr). Ce la mette sempre tutta, e la sua pretazione difensiva è ineccepibile, soprattutto per anticipi e interventi decisi, sempre sul pallone. Si distingue per almeno 2 passaggi davanti al portiere con l’attaccante che passa a 30 centimetri dalla palla; tutti vanno a buon fine, ma gli altri nove giocatori della squadra, che osservano impotenti, sentono un brivido lungo la schiena. Rimane molto in panchina, aspettando il cambio dal tenace Scala, sempre dato controvoglia. Mossa speciale: ama frapporsi fra la palla e l’attaccante, accompagnando entrambi verso il fallo laterale. Quasi sempre gli riesce.
Scala, 8: Mastino
Gestisce la difesa per gran parte della partita. Dimostra brillante forma fisica, mai in ritardo sugli avversari; anticipa innumerevoli volte i passaggi dello stitico attacco Musa. Si spinge anche in attacco, con buoni risultati. È sempre lui a dare avvio dalla difesa alle azioni, dimostrando buona visione di gioco e capacità di palleggio. È il giocatore più cattivo della squadra, anche se non commette nemmeno un fallo. Pedina l’avversario per tutto il campo, e non ci pensa due volte a mollargli un calcio sulla caviglia se non si decide a lasciargli la palla. La sua migliore azione è senza dubbio a inizio ripresa, quando prende palla nella sua tre quarti, salta un giocatore e punta la porta; lunga cavalcata, ma sul più bello si allunga il pallone. Si butta alla disperata, sparando sull’esterno rete, ma soprattutto rischiando di disintegrare il volto del portiere in uscita. Temerario.
Morlino, 7: Tuttofare
Gioca come esterno destro del rombo; il suo voto sarebbe potuto essere più alto, se fosse rimasto in campo più a lungo. Preferisce lasciare in campo, per la fetta più cospicua della partita, l’ispirato Muscillo. Quando entra in campo, la squadra può contare su di lui in qualsiasi occasione. È bravo in attacco, anche se non paticolarmente incisivo in questa paritta; è molto abile anche in difesa, soprattutto negli alleggerimenti. Corre molto e quando ha la palla non pensa all’estetica ma alla concretezza: spesso gioca la palla di prima, velocizzando la manovra. A calcio a 11 sarebbe un buon terzino fluidificante. Consiglio tecnico: se alzasse di più le ginocchia nella corsa (allungando la falcata), sarebbe molto più veloce, visto che ha una ottima frequenza di passi.
Muscillo, 8: Estroso
È in serata. La fascia destra è sua. A tratti inarrestabile, sfodera dribbling come fossero conigli da un cilindro (che tra l’altro non so bene cosa voglia dire…). Gli avversari non riescono a stargli dietro, cercano di marcarlo stretto, lui si esalta. Si diverte a bruciare l’avversario sul breve, poi si ferma e offre l’assist all’attaccante di turno. Da notare un buon miglioramento tattico: torna ad aiutare la squadra nella fase difensiva e compie anche qualche recupero da vero difensore. Il suo pressing non è quello di Cantonà, ma strappa alcuni importanti palloni al gioco avversario. Segna un gol da cineteca: parte da metà campo, semina avversari a destra e a manca senza fare complimenti, il suo dribbling è ubriacante, l’ondeggiare della sua scarmigliata capigliatura rossa fa venire il mal di mare a chi lo affronta; davanti al portiere non ci pensa due volte, lo fa secco e va a dedicare il gol alla donna amata, festeggiando con un controverso pugno che ondeggia in aria. Probabilmente il gol più bello di tutti i tempi, da ottobre a ora. Si distingue anche per le continue offese che urla ai compagni in campo, quando lui è in panca; secondo statistiche ufficiali, il 96% dell’inquinamento acustico della serata a Pisa è merito/colpa sua. Il C.U.S. sta pensando di denunciarlo per danni d’immagine.
Gentili, 8: Polmoni d’acciaio
Sfoggia una forma-partita invidiabile, che sfrutta correndo su tutti i palloni in attacco, in difesa, a centrocampo, in fallo laterale, in tribuna, nel campo D, nel circostante campo da rugby. È dappertutto, in qualsiasi momento, medici hanno chiesto di visitarlo. Torna sempre a difendere e la rete resta inviolata anche per merito suo. Il movimento è la sua religione: Herrera sarebbe fiero di lui (“Movimiento, Movimiento!”). Pregevoli sono i suoi duetti con l’alieno Felice, che spesso lo lancia, confidando nei suoi scatti sulla sinistra. Molto buoni sono i suoi inserimenti, anche se, a volte, davanti al portiere, spara a lato. Oltre alla prestanza fisica, ha anche discrete doti tecniche. Non è il dribbling o la velocità a mancargli, anche se a volte si complica la vita da solo. Nostante ciò, gli riescono cose che neanche avrebbe osato immaginare. Nella ripresa, produce un assist che neanche lui sa come: riceve un passaggio a 1 metro dal portiere in uscita, col destro si mette la palla sul sinistro e con questo piede restituisce la palla a Felice, con un basso lob a evitare l’intervento dell’estremo difensore dei Musa. Festeggia il notevole gesto atletico con un memorabile: “Mio Dio, cosa ho fatto!”. Segna un gran gol, ma sarebbero potuti essere molti di più. La sua padronanza della fascia sinistra, la sua capigliatura al vento molto Beatles, il suo fare scanzonato, il suo modo di vestire molto radical-chic lo rendono il perfetto 6° Beatles (non scordando il quinto, il grandissimo George Best).
Taddei, 6½: Precario
Torna dopo mesi di smarrimento universitario: l’Anatomia gli da’ alla testa. È dimagrito, ha perso solo chili di muscoli, quelli utili alla corsa. Gioca una quindicina di minuti in tutto, è lui stesso a chiedere il cambio. Tiene prenotato un polmone d’acciaio al Santa Chiara, nel caso ce ne fosse bisogno a fine partita. Entra già in debito di ossigeno già dopo il riscaldamento, figuratevi dopo 5 scatti in partita. Nonostante tutto, è attento in difesa e copre la sua zona. Ha anche qualche spunto in attacco, saltando due volte, alla Conceiçao, il suo marcatore. I tiri che esplode però non sono degni della squadra in cui gioca. Ha una buona occasione in cui si trova a ribattere in porta un tiro smanacciato dal portiere: prende la mira e tira di collo, peccato che un avversario ci metta la pancia. Dentro ha un leone che ruggisce, fuori il suo fisico è quello di un micino-pelosino-miao-miao-arf-arf.
Basile, 7: Arma segreta
È l’uomo che non ti aspetti. Passa molta della partita seduto in zona riserve, osservando minaccioso il campo da gioco. Poi entra e scopri che la minaccia è lui, per l’avversario. La sua peculiarità tecnica è fare le cose al contrario: non ha una sopraffina tecnica dei fondamentali (stop, passaggio, tiro, dribbling), come gran parte della squadra del resto, ma nonostante questo, improvvisamente ha delle fiammate che Rivera col piffero che le faceva. Non ci si spiega nemmeno come le idee, ma succede che, ex abrupto, prenda palla, punti l’avversario, lo salti con un tunnel, si smarchi e tiri. Sfortuna vuole che il portiere avversario metta a lato, altrimenti sarebbe stato un gran gol. Ha grandi margini di miglioramento e merita un elogio anche per la sua duttilità.
Batti-Batti Batti-Ston, 8: (Una)Bomber
È il capocannoniere della squadra, e a parlarne uno si può immaginare il classico attaccante, un po’ prima-donna, che fa le bizze se non gioca, che mette il muso se non segna. Per quanto riguarda il non giocare, è lui il primo a sacrificare qualche minuto per far entrare compagni che hanno giocato meno; per quanto concerne il non segnare, beh non c’è problema, lui segna sempre. La partita con i Musa quindi è ordinaria amministrazione. Gioca meno del solito, ma quando entra è subito festa. Fa due gol, di forza e di potenza. Anche se il portiere gli para il primo tiro, c’è sempre lui a ribattere e insaccare. Corre leggermente meno del solito, diciamo pure che non è forsennato come in altre partite, ma lascia il segno ugualmente. In altre parole è un po’ meno Battiston del solito, ma d’altronde non si può pretendere sempre eccezionali livelli di battistonezza da un giocatore, siamo tutti umani alla fine…eccetto Battiston che è Battiston. E comunque lo dice anche il proverbio: “Non tutte le ciambelle vengono col Battiston”, o il meno usato “Non tutti i giorni è Battiston”.
Iandoli, 10 e Lode con bacio accademico (con lingua (accademica anche quella)): Magnanimo
Come si può non amare un giocatore così? È una sicurezza: produce gioco in quantità industriale, smista passaggi e assist a valanga, salta giocatori come birilli. Oltre a tutto ciò, istruisce i giocatori nel prepartita sui segreti del calcetto, insegnando trucchi e furbizie per gabbare arbitro e avversari. Fa tre gol anche oggi, viaggia su medie stratosferiche. Non mi soffermo a snocciolare le sue migliori azioni perché potremmo star qui fino a domattina e non gioverebbe a nessuno. Colpisce una sua azione del primo tempo: doppio passo, finta di passaggio, tunnel all’avversario, con un’altra finta ne mette fuori tempo altri due e poi va a tirare una barbogia urticante che, involontariamente, il portiere devia in calcio d’angolo. Confeziona innumerevoli assist per tutta la squadra, pregevoli particolarmente sono i duetti con Gentili e Muscillo. Note negative: sbaglia ben due stop. Eh si, per un giocatore normale questa è la prassi, per lui è l’eccezione. Lo si potrebbe definire lo Zidane de noantri, sperando che gradisca il paragone, e non mi risponda a testate. Nel finale di partita (e in realtà per tutta la ripresa) si distingue anche per la sua generosità, facendo un po’ melina e lasciando respirare gli avversari, vistosamente in affanno. A fine partita dichiara: “E certo che facevo melina, che senso ha fare 20 gol per umiliare gli avversari?”. C’è molto da imparare dal suo spirito sportivo.
Guest Star: Il portiere avversario, 7: Kamikaze
Si comporta bene, soprattutto nel primo tempo. Per i primi 7-8 minuti para davvero tutto, anche se spesso con uno stile molto personale. Di lui va apprezzata soprattutto la volontà di sacrificio: infatti, non ci pensa due volte a sacrificare mani, piedi, gambe alla causa dei Musa. Para con qualsiasi parte del corpo. Alla fine, però, il gioco non vale la candela: subisce ugualmente 7 gol. A fine partita un’ambulanza lo preleva e lo porta al Centro Grandi Ustionati a Cisanello, dove gli troveranno ustioni del 4° e 5° grado su mani e gambe.
3 commenti:
Troppo modesto Giacomo, troppo modesto!
Ottime pagelle comunque, mi sono divertito troppo a leggerle.
Troppo buono, Jack troppo buono:
scomodare addirittura Herrera?!
complimenti per il post, e per il match: ti sei dimenticato di cronacare il tuo destro al volo...
Con questi 2 post hai sicuramente recuperato il tempo trascorso lontano dai tuoi compagni (l'hai fatto però perdere a noi, vista la lunghezza delle pagelle :) )...mi associo all'elogio della tua modestia e della tua bontà. Mi raccomando per domani!
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